Calendario scientifico gennaio 2026
Rilievo incidentale di leucemia a cellule capellute a seguito di un controllo cardiologico di routine
Qual è il principale componente strutturale responsabile della formazione delle caratteristiche proiezioni citoplasmatiche nelle cellule capellute?
Actina polimerizzata
Immunoglobulina
Fibrina
Fibre di collagene
Microtubuli
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Contesto scientifico
La leucemia a cellule capellute (Hairy Cell Leukaemia, HCL) è un raro disturbo linfoproliferativo cronico, che rappresenta circa il 2% di tutte le leucemie [1]. È caratterizzata dalla trasformazione di linfociti B clonali maturi, che sviluppano distintive proiezioni membranose microfilamentose. La malattia fu descritta in modo completo per la prima volta nel 1958 da Bouroncle et al. come “reticoloendoteliosi leucemica” ed è caratterizzata da affaticamento, astenia, splenomegalia, pancitopenia, infezioni frequenti e spesso un aspirato midollare inadeguato o insufficiente (condizione nota come punctio sicca o dry tap) a causa della fibrosi del midollo osseo [2]. Queste caratteristiche aspecifiche rendono difficile la diagnosi precoce. L’HCL si manifesta prevalentemente negli uomini (rapporto maschi:femmine di circa 4:1) ed è più comune nei soggetti caucasici [1].
La caratteristica morfologica distintiva – le proiezioni citoplasmatiche – deriva da riarrangiamenti del citoscheletro di actina indotti dalla mutazione BRAF V600E e dall’attivazione della via di segnalazione MAPK/ERK, che regola crescita, sopravvivenza e adesione cellulare [1,3]. Queste alterazioni modificano la forma cellulare e promuovono le interazioni con il microambiente, conferendo alle cellule il loro caratteristico aspetto “capelluto”.
La mutazione BRAF V600E è presente in praticamente tutti i casi di HCL classica ed è considerata un evento definente la malattia [1].
Sebbene il riconoscimento delle cellule capellute su uno striscio di sangue periferico possa orientare la diagnosi, la loro presenza non è esclusiva dell’HCL e non tutte le cellule anomale mostrano proiezioni. Di solito, solo una piccola percentuale di cellule capellute è visibile negli strisci ematici. Come evidenziato da Troussard et al., la sola morfologia non è sufficiente; una classificazione accurata richiede l’integrazione di marcatori immunofenotipici (CD11c, CD103, CD123, CD25) e la conferma molecolare, in particolare la rilevazione della mutazione BRAF V600E [4,5].
L’HCL e le condizioni simil-HCL, tra cui la variante della HCL (HCL-V) e il linfoma splenico diffuso della polpa rossa (Splenic Diffuse Red Pulp Lymphoma, SDRPL), costituiscono un gruppo eterogeneo di neoplasie a cellule B mature che condividono similitudini morfologiche (cellule dall’aspetto capelluto allo striscio) ma differiscono per profilo genetico, andamento clinico e approccio al trattamento [4,5].
Caso clinico
Un uomo di 87 anni, senza anamnesi clinica recente significativa e asintomatico, si è presentato per un controllo di routine presso l’unità di cardiologia. È stato eseguito un emocromo completo, che ha rivelato un aumento dei globuli bianchi (WBC) pari a 16,43 × 103/µL e una conta piastrinica (PLT) bassa, pari a 44 × 103/µL. La concentrazione di emoglobina rientrava nell’intervallo di riferimento, mentre la conta dei globuli rossi (RBC) era lievemente ridotta [6].
L’analizzatore ematologico ha segnalato diverse anomalie, tra cui “WBC Abn Scattergram” (Scattergramma globuli bianchi anomalo), “Blasts/Abn Lympho?” (Blasti/linfociti anomali?), “IG present” (Presenza di granulociti immaturi), oltre a “Lymphocytosis” (Linfocitosi) e “Monocytosis” (Monocitosi).
L’analisi digitale dello striscio di sangue periferico (vedere Fig. 2) ha rivelato il 65,5% di linfociti, alcuni dei quali mostravano sottili proiezioni citoplasmatiche (cellule capellute); l’8,3% di monociti; il 25% di neutrofili segmentati; e l’1,2% di cellule a banda.
Sulla base di questi risultati ematologici, il campione è stato inviato al laboratorio di citofluorimetria e ulteriormente analizzato; la citofluorimetria ha confermato la diagnosi di leucemia a cellule capellute (HCL).
Le cellule capellute misurano tipicamente 10–25 µm, con un nucleo rotondo, ovale o a forma di fagiolo, cromatina lassa e abbondante citoplasma pallido con proiezioni sfrangiate; occasionalmente possono essere presenti granuli fini [1].
Riferimenti bibliografici
[1] Maćkowiak K et al. (2023): Hairy cell leukemia – etiopathogenesis, diagnosis and modern therapeutic approach. Biochem Med (Zagreb) 2024;34(2): 020502.
[2] Bouroncle BA et al. (1958): Leukemic reticuloendotheliosis. Blood 13(7): 609–630.
[3] Tiacci E et al. (2006): Evolving concepts in the pathogenesis of hairy-cell leukaemia. Nat Rev Cancer 6, 437–448.
[4] Maitre E et al. (2022): Immunophenotypic Analysis of Hairy Cell Leukemia and HCL-like Disorders. Cancers (Basel). 14(4): 1050.
[5] Troussard X et al. (2024): Hairy Cell Leukemia 2024: Update on Diagnosis, Risk-Stratification, and Treatment. Am J Hematol. 99(4): 679–696.
[6] L van Pelt J et al. (2022): Reference intervals for Sysmex XN hematological parameters as assessed in the Dutch Lifelines cohort. Clin Chem Lab Med; 60(6): 907.

