Maggiore sicurezza nella diagnosi e nel trattamento dell’anemia
L’anemia è l’anomalia ematologica più comune nei pazienti con tumori solidi e neoplasie ematologiche. Nei pazienti oncologici, l’anemia riflette molteplici possibili fattori eziologici, come carenze nutrizionali, ridotta produzione di globuli rossi o effetti collaterali della chemioterapia. La carenza di ferro è tra le cause più frequenti di anemia e può svilupparsi in quasi la metà dei pazienti con neoplasie ematologiche [1]. La carenza funzionale di ferro è predominante, dovuta alla malattia sottostante o a processi infiammatori correlati alla terapia [2].
I parametri di laboratorio comunemente utilizzati per valutare lo stato del ferro, come ferritina e saturazione della transferrina (TSAT), sono influenzati dal loro ruolo di proteine di fase acuta e non riflettono in modo affidabile la disponibilità di ferro per l’eritropoiesi [3,4]. Gli analizzatori Sysmex di ultima generazione offrono un parametro che valuta direttamente e in modo affidabile la disponibilità di ferro per la formazione dell’emoglobina: l’equivalente di emoglobina reticolocitaria (RET-He).
Vantaggi dell’analisi dell’equivalente di emoglobina reticolocitaria (RET-He)
- Il RET-He riflette il contenuto di emoglobina dei reticolociti – globuli rossi immaturi che precedono di pochi giorni lo stadio maturo, fornendo così un’indicazione sulla qualità di emoglobinizzazione dei nuovi globuli rossi.
- Riflette direttamente la biodisponibilità del ferro per l’eritropoiesi negli ultimi 2 – 4 giorni [5,6], indipendentemente dalla reazione di fase acuta – a differenza di TSAT e ferritina [3,4].
- Valori inferiori a 29 pg o 1,80 fmol indicano carenza funzionale di ferro [7], supportando le decisioni terapeutiche nei pazienti con tumori solidi o neoplasie ematologiche.
- Indicazione precoce della risposta alla terapia con ferro e/o agli agenti stimolanti l’eritropoiesi [8,9]. • Influenzato in misura molto minore dalla variabilità biologica individuale rispetto a TSAT e ferritina [10].
Anemia nel linfoma
Una donna di 60 anni con anamnesi di patologie multiple si è presentata al pronto soccorso con sanguinamento gastrointestinale acuto. Ha riferito crescente debolezza nelle ultime settimane e infezioni respiratorie ricorrenti. L’endoscopia ha rivelato un’ulcera gastrica e successivamente è stata diagnosticata una forma di linfoma plasmoblastico. Inizialmente, a causa di grave anemia, la paziente è stata trasfusa con una unità di concentrato di globuli rossi. La paziente è rimasta anemica con valori ematici inferiori alla norma (HGB 7,7 g/dL o 4,78 mmol/L, HCT 22,4%).
Sebbene i reticolociti fossero aumentati (RET 3,4%), il contenuto di emoglobina dei reticolociti era ridotto (RET-He 26,8 pg o 1,66 fmol), indicando un alto turnover reticolocitario ma carenza di ferro per la loro emoglobinizzazione. Pertanto, l’ematologo ha evitato ulteriori trasfusioni e ha indicato una terapia appropriata con infusione di ferro, insieme ad ulteriori trattamenti. Il RET-He si è dimostrato un parametro di supporto più utile rispetto alla ferritina estremamente elevata (1.100 ng/mL) e alla TSAT ridotta (17%), entrambi marcatori di fase acuta.
Se fossero stati richiesti solo questi parametri, il clinico avrebbe potuto erroneamente concludere che la paziente fosse repleta di ferro, perdendo così l’opportunità di una terapia appropriata per l’anemia.
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References
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![Anaemia diagnosis [.IT-it Italy (italian)] Anaemia in patients with haematological malignancies](/fileadmin/_processed_/0/6/csm_shutterstock_451006501_2658ec4ca3.jpg)