Individua i primi segnali di attecchimento delle cellule staminali grazie agli analizzatori ematologici
I pazienti affetti da un ampio spettro di patologie, da leucemie e linfomi ai tumori solidi, beneficiano del trapianto di cellule staminali ematopoietiche (HSCT). Inizialmente, i cicli di chemioterapia eliminano sia le cellule tumorali sia quelle ematopoietiche e immunitarie sane, rendendo il paziente vulnerabile alle infezioni in questo periodo. Le cellule staminali che verranno poi trapiantate sono state raccolte da donatori oppure dal sangue del paziente stesso, dopo stimolazione con un agente che ne favorisce il rilascio dal midollo osseo. Una volta effettuato il trapianto, segue un monitoraggio attento dell’attecchimento delle nuove cellule staminali.
L’emocromo di routine fornito dalle serie Sysmex XR e XN supporta il monitoraggio del paziente durante e dopo la chemioterapia.
Vantaggi del monitoraggio dei pazienti che hanno subito un trapianto di cellule staminali con un emocromo di routine
- Identificazione tempestiva di leucopenia febbrile grave, trombocitopenia o infezioni nei pazienti sottoposti a terapia di condizionamento prima del trapianto di cellule staminali, basata su parametri unici.
- Supporto al monitoraggio precoce dell’attecchimento delle cellule staminali e del recupero dell’attività ematopoietica midollare mediante la valutazione dei livelli di reticolociti e piastrine immature nel sangue periferico [1-3].
- Conteggio affidabile delle piastrine anche a livelli molto bassi [4], insieme alla frazione di piastrine immature, utile per guidare la decisione clinica sulla trasfusione piastrinica.
- Conteggio dei globuli bianchi fino a valori minimi di 30 WBC/μL.
Monitoraggio della chemioterapia
Una donna di 52 anni con carcinoma ovarico ha effettuato quattro cicli di chemioterapia. Un emocromo completo è stato eseguito su un analizzatore Sysmex della serie XN a intervalli regolari durante i diversi cicli di terapia per supportare l’identificazione di possibili complicanze. Al giorno 1 del terzo ciclo il conteggio dei globuli rossi (RBC 2,88x10⁶ cellule/μL, HCT 24,9%), dei globuli bianchi (2,2x10³ cellule/μL) e delle piastrine (36x10³ cellule/μL) era ridotto, ma non a livelli allarmanti. La frazione di piastrine immature (IPF) era al 6,1%.
Al giorno 8 del terzo ciclo il conteggio piastrinico ha raggiunto un livello critico (PLT 21x10³ cellule/μL), mentre i globuli rossi e bianchi mostravano già un lieve aumento. L’IPF era marcatamente aumentata (IPF 47%, intervallo normale: 1,2–8,9%), suggerendo che il midollo osseo stava producendo nuove piastrine a ritmo elevato. Il clinico ha valutato che la paziente fosse stabile e in recupero, quindi la chemioterapia è stata somministrata come previsto e la paziente è tornata a casa per continuare la convalescenza.
Le analisi di follow-up hanno mostrato che l’aumento dei valori di IPF ha preceduto la normalizzazione del conteggio piastrinico (PLT 125x10³ cellule/μL all’inizio del quarto ciclo) e ha contribuito a evitare una trasfusione di piastrine non necessaria, costosa e potenzialmente rischiosa.
References
[1] Goncalo AP et al. (2011): Predictive value of immature reticulocyte and platelet fractions in hematopoietic recovery of allograft patients. Transplant Proc. Jan-Feb; 43(1): 241–3
[2] Morkis IV et al. (2015): Assessment of immature platelet fraction and immature reticulocyte fraction as predictors of engraftment after hematopoietic stem cell transplantation. Int J Lab Hematol. Apr; 37(2): 259–64.
[3] Takami A et al. (2007): Immature platelet fraction for prediction of platelet engraftment after allogeneic stem cell transplantation. Bone Marrow Transplant. Apr; 39(8): 501–7.
[4] Hummel K et al. (2018): Comparative evaluation of platelet counts in two hematology analyzers and potential effects on prophylactic platelet transfusion decisions. Transfusion. Oct; 58(10): 2301–2308.
![[.IT-it Italy (italian)] Stem cell transplantation](/fileadmin/_processed_/e/d/csm_shutterstock_364558868_3e2fe5bd7b.jpg)